Andrea Zanzotto
September 12, 2009
Prima persona
- Io – in tremiti continui, – io – disperso
e presente: mai giunge
l’ora tua,
mai suona il cielo del tuo vero nascere.
Ma tu scaturisci per lenti
boschi, per lucidi abissi,
per soli aperti come vive ventose,
tu sempre umiliato lambisci
indomito incrini
l’essere macilento
o erompente in ustioni.
Sul vetro
eternamente oscuro
sfugge pasqua dagli scossi capelli
primavera dimora e svanisce.
Tu ansito costretto e interrotto
ora, ora e sempre,
insaziabile e smorto raggiungermi.
Ora e sempre? Ma se di un bene
l’ombra, se di un’idea
solo mi tocchi, o vortice a cui corrono
i conati malcerti, il fioco
sospingermi del cuore. E là nel vetro
pasqua e maggio e il rissoso lume affondano
e l’infinito verde delle piogge.
Col motore sobbalza
la strada e il fango, cresce
l’orgasmo, io cresco io cado.
Di te vivrò fin che distratto ecceda
il tuo nume sul mio
già estinto significato,
fin che in altri terrori tu rigermini
in altre vanificazioni.
*
Esistere psichicamente
Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
- soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli -
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spigolato
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch’io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia e infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d’inferno
degli atomi e il conato
torbido d’alghe e vermi,
chiarore-uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.
da Vocativo, Mondadori 1981
*
(ANTICICLONI, INVERNI)
I
Vedi tutto che – viola e oro e molle
……………direi quasi rigurgita rigurgita
..non si trattiene è contento è maturo
..nel dar figure strappate figure altre figure
in viola e ori A spuntare ori considera, poni mano,
..affàcciati, prendi nota, a cuore, a carico,
..sii una qualche violenza per tenere a cuore
…………………….Sii nel prossimo a-tu-per-tu col remoto del viola
…………………….sì, violenza in questa gola
ascolto nuotando tutta questa violenza
così prima e increata da essere innocente
…………………….ma non meno assassina – nell’oro e nel viola
C’è il vocìo o il tocco o lo sfascio
..viola di no no no lo scampanìo del predicente
…………………….Viola è il mio carpire interleggere
…………………….fa carico fa massa va in massa oro e viola
tutta per te questa trasparente
mania di destrutturazione ma issi là sopra la tavola
il sopravvissi
..e la macchia di sangue Gewalt
..mi allevava come letame viola
..mi torceva in sé, mi aveva perso a sé, letame.
II
E tu nell’intimo del mio oro mi attendi
e io nell’intimo del tuo oro mi vagheggio
è troppo lieve, ambrosiacamente versato com’etere
……..per essere oro è troppo lontano per essere nostro
……..eppure nulla è più nido di questo infinito
……..perfuso in oro, zappettato via per il campo d’ozono
……………………………..(anticicloni, inverni)
sostanza in cui eternità circolerebbe
……..godrebbe farebbe
……..tutt’uno con lo spaventapasseri
……..solo ma ma abilitato abitante del colle
……..in tutti gli ori gli azzurri,
……..le incistate astinenze viola
…………………………………..l’incontinenza senza pari viola
……..le erratiche verità gli sgranocchianti e le rampicanti
………………………..Attento a chi impugna il tomahawk
………………………..a chi s’attesta a malapena sul guado
…………………………………..e – senza pari – a turbazioni
…………………………………..scadute dai lunari terreni
………………………………………………………di gola in gola.
III
Raccolgo, è certo, nel bello dello stordimento,
………………..col più granulato impetrare
………………..quanto v’è di silenzio – ed è tanto
………………..Dove si forma l’intorno e s’acclima
………………..ad altri sottili doveri e diritti
O nelle sperperate del greto tesaurizzazioni
……………..cui vitreocupo s’avvena
……………..quanto v’è d’acqua – ed è tanto
………………..Orientata da folli fierezze e deficienze
………………..e cupi idiomi
………………..precipitata dentro l’idioma
………………..a moltiplicarne le spine e i ghiaccioli
Pare che rarità fischi tra i vischi del vento e,
staffilano, tutti quei vichi piegati nel greto,
………………..ma misteriosamente ribelli
Qualunque e dovunque cosa in vecchiezze s’allevia
………………..davanti a ciò che vecchio non sarà mai né mai,
è meno insecchita di quel che tutto all’intorno si creda;
……………….sterile, non perde brio
……………….feconda, in esempli si stempera
E la luna facella frine e galaverna
……………………nell’abbassarsi del sì
……………………di passata inopinata
……………………con opposizione come facendosi animo
……………………da dove più digiuna è la montagna
…………………………………………..sorti guadagna
……………………immobile scia sul pendio
…………………………………………..[[più addio]
da Fosfeni, Mondadori 1987